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martedì, 26 settembre 2006

Lettera aperta al Questore di Lucca sui diritti dei migranti e sui diritti per tutti.

 

Egregio sig. Questore,

mi permetta di rivolgermi a Lei in un ulteriore tentativo di trovare delle soluzioni ragionevoli ad alcuni problemi che abbiamo davanti, in modo da evitare altri contenziosi e, soprattutto, al fine di dare certezza del diritto a tutti e un futuro sereno e migliore a numerose famiglie di cittadini immigrati.

Non la seguirò quindi sulla via da lei intrapresa delle polemiche di basso profilo sul grado di rappresentatività degli esponenti delle associazioni e dei sindacati in quanto mi sembrano insensate e fuori luogo, spia evidente di una sorta di allergia istituzionale alle critiche sul proprio operato.

Mi aspettavo semmai delle scuse da parte sua per avere permesso che il mio volto e il mio corpo ( insieme a quello di altri ) venisse cineripreso dai suoi operatori come persona pericolosa o atta a delinquere mentre salivo a Maggio le scale della Questura durante un incontro concordato, con una delegazione ristretta, per discutere l'espulsione di Salah Chfouka.

Mi aspettavo delle scuse per l'incoerenza da lei dimostrata tra le parole usate per chiudere quell'incontro " affronteremo il caso con benevolenza " e  la micidiale dose di accanimento dimostrata successivamente nella vicenda Salah.

Mi aspettavo ancora delle scuse da parte sua per aver negato l'evidenza delle file e dei ritardi nel rinnovo dei permessi di soggiorno ai primi di Gennaio del 2004 quando di fronte alla mia denuncia di una situazione insostenibile per gli immigrati mi rispose secco che non c'erano problemi e non volle neanche incontrarmi.

Mi aspettavo delle scuse non per me ma ai cittadini immigrati per i ritardi nel rinnovo dei permessi di soggiorno che oscillano tra i tre e i quattro mesi, perché non ce la fate a rispettare le indicazioni della Legge ( che indica entro venti giorni ) a cui Lei fa riferimento unicamente quando parla di espulsioni.

Mi aspettavo delle scuse per la vita impossibile a cui sono costretti gli immigrati in quei tre quattro mesi in cui non hanno ancora il permesso rinnovato, perché a differenza di quanto affermato sulla stampa, e Lei dovrebbe saperlo, quella" ricevuta " non vale davvero niente per affrontare i problemi di tutti i giorni ( lavoro, casa, patente ecc. ).

Mi aspettavo delle scuse per le espulsioni non illegittime ma disumane che sono state fatte in questi ultimi giorni al campo tra Coni e cimitero, che hanno colpito donne, anziani e malati, una parte dei quali poteva essere recuperata ad un percorso di regolarizzazione e di inserimento lavorativo e sociale, spesso conviventi di donne e uomini al lavoro con regolare permesso di soggiorno.

Mi aspettavo delle scuse per i cittadini immigrati che  spesso subiscono mille piccole e grandi discriminazioni ( trattamenti a volte umilianti, ritardi a volte di mesi e mesi nelle risposte a istanze delle associazioni e/o dei legali, ritiro senza preavviso del permesso di soggiorno, disomogeneità nell'applicazione della legge e cambiamenti repentini delle disposizioni ).

Dalla Questura di Lucca non mi aspettavo inoltre la rottura di una tradizione di anni in cui, su insistenza della RAM, aveva comunque, a volte sia pure con difficoltà, applicato le ordinanze del Tribunale dei minori concedendo il permesso di soggiorno anche agli adulti colpiti da precedenti decreti di espulsione, come del resto espressamente previsto dall'art. 31 della legge 286/98 recepita tale e quale dalla legge Bossi-Fini. Con il Suo indirizzo, oggi improvvisamente, senza alcuna modifica legislativa, e senza alcuna giustificazione, rompendo questa prassi consolidata, si sostiene che in questi casi si può non ottemperare alle ordinanze del Tribunale dei Minori.

Non mi aspettavo inoltre che, vanificando gli sforzi dei suoi predecessori, si opponesse alla stipula di un vero e proprio Protocollo d'Intesa tra Sindacati, associazioni e Istituzioni, per ridurre i tempi di attesa e migliorare la qualità del servizio, non mi aspettavo infine che la Questura di Lucca non accettasse le domande di asilo politico dei cittadini sventurati che fuggono dalle guerre, dalla fame, dalle tragedie del mondo.

C'è ancora un filo di possibilità per la ripresa del dialogo e per una collaborazione, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, finalizzata a migliorare la qualità dei diritti per i cittadini immigrati e per la certezza del diritto per tutti.

Occorre un segnale chiaro e forte: la Questura deve ottemperare alle ordinanze del tribunale dei minori, senza se e senza ma. Essa può legittimamente criticarle, fare ricorso in tutte le sedi ma, nel frattempo non può non applicarle, altrimenti, se non le applica, se le ostacola, in tutto o in parte, compie un atto grave e porta oggettivamente un attacco al cuore del nostro Stato di diritto e del nostro ordinamento di legalità e di certezza del diritto per tutti.

Da qui passa la possibilità di un nuovo  e proficuo dialogo, oppure di ulteriori momenti di mobilitazione democratica e di attivazione delle istituzioni giuridiche preposte a garantire il rispetto delle sentenze e dei diritti per tutti.

Distinti saluti.

 

Virginio G. Bertini resp, CGIL immigrazione e resp, CGIL Zona di Lucca

 

Lucca, 28-10-04

postato da: laura56 alle ore 17:21 | Link | commenti
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