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domenica, 27 gennaio 2008

Vicenda Salah Chfouka




Annunciamo un GRANDE RISULTATO, non solo per Salah ed i suoi familiari, 
ma per tutti coloro che hanno a cuore il riconoscimento dei diritti
fondamentali degli Immigrati, come di ogni Persona Umana, e la
soluzione nel quadro del diritto positivo, e non della sola
"benevolenza" di qualche funzionario, delle controversie che essi siano
costretti a sostenere per interpretazioni forzose e spesso arbitrarie
delle normative vigenti, eche abbiano potuto travalicare anche i
contenuti di Leggi pur estrememente penalizzanti come la Legge Bossi
Fini.

IL DECRETO DI ESPULSIONE DEL 2004 CONTRO SALAH CHFOUKA E' STATO
INFATTI REVOCATO COME DA DECRETO DI REVOCA DEL PREFETTO NOTIFICATO A
SALAH TRAMITE I SUOI LEGALI, E QUI RIPORTATO IN ALLEGATO.

E' una
vittoria certamente della tenacia testarda dei Legali Casella e Novani
e della loro convinzione che e' nella Civilta' del Diritto
costituzionale che vadano ricercate argomentazioni e motivazioni per
rivendicare e vedere riconosciuti i diritti che si vogliono affermare e
rivendicare.

Oggi infatti tutto quello che veniva ripetutamente
dichiarato - dalla locale Prefettura, dalla Questura, e dagli stessi
Uffici del Ministero, presso cui si reco' una delegazione significativa
della solidarieta' organizzata attorno alla vicenda di Salah (e
velatamente e forse inconfessabilmente ritenuto anche da alcuni che
avrebbero dovuto rivendicare il diritto violato, impugnando
correttamente le determinazioni penalizzanti) - circa la
improponibilita' di una richiesta di revoca dell'originario decreto
espulsivo, stante anche sentenze ormai passate in giudicato che ne
confortavano l'orientamento (sentenze determinate forse, va detto - e
nessuno ce ne voglia per questa affermazione -, anche da impianti e
tesi difensive rivelatisi quantomeno insufficentemente motivati), E'
DECADUTO TOTALMENTE, a fronte delle argomentazioni della "istanza di
revoca, presentata (...) dagli avv.ti Casella e Novani", come recita
l'incipit del nuovo decreto del Prefetto, di revoca della precedente
determinazione espulsiva.

Ricordiamo che nulla e' intervenuto di
nuovo, a livello legislativo e ordinamentale, a mutare il quadro
normativo cui riferire per valutare la condizione di Salah e le sue
rivendicazioni sostenute dai legali. Cosi' come la istanza di revoca
nulla contiene che non riferisca alla condizioni inziali della vicenda.

Questa soluzione e' tale da farci sentire ancora piu' forte il
rammarico per aver visto condannare anche in appello, in questi stessi
giorni, i Rom coinvolti nella allucinante esperienza accaduta a Lucca
della "visita" di operatori delle Forze dell'Ordine nel campo di sosta
nomadi del Cimitero. Forse, e noi vogliamo dircene certi - anche a
costo di dispiacere qualcuno; ma avendo piena conoscenza delle reali
condizioni in cui si svolse quella vicenda - una linea difensiva piu'
determinata e meno preoccupata di conservare "rapporti di simpatia" con
ambienti della Questura, avrebbe potuto determinare esiti assolutamente
diversi.

D'altra parte in un Paese dove si rivendica ad ogni pie'
sospinto il diritto alla libera espressione della critica sara' ben
consentito a chiunque di esprimere riserve sui concreti comportamenti
di qualche legale (anche "nostro"), laddove poi gli esiti del loro
patrocinio siano cosi' spesso negativi per i loro assistiti e quasi
sempre nei casi in cui le cause non apparissero "facili" fin
dall'inizio o tali da non dover costituire motivo e condizioni di
aperto conflitto con le Istituzioni dell'Ordine Pubblico.

Ma l'esito
di questa vicenda di Salah - un esito ancora incompleto, perche' non ci
dice quali prospettive saranno ora assunte per la regolarizzazione del
permesso di soggiorno suo e dei suoi familiari (che a nostro parere,
stante il dispositivo della revoca, potrebbero ricondursi alla
condizione originaria del 2004, con rinnovo automatico del permesso e
con riconoscimento ai suoi familiari del permesso per ricongiungimento
familiare richiesto da Salah e regolarmente accettato a suo tempo dalla
Questura) ci dice che e' stata anche una vittoria del buon senso e
della disponibilita' istituzionale a valutare con intelligenza
sostanziose argomentazioni di Diritto e di fatto.

Spesso noi, che
invochiamo democrazia e rivendichiamo Diritti, rischiamo di lasciare
soli i funzionari delle Istituzioni, costretti tra Potere e Diritti dei
Cittadini, e certamente non aiutiamo la evoluzione della civilta'
istituzionale verso traguardi di democrazia sostanziale sempre piu'
profondi, quando ci accostiamo alle Istituzioni con atteggiamento di
sudditanza e di malcelata cointeressenza a carpire la sua benevolenza,
piuttosto che pungolarle verso il pieno riconoscimento dei Diritti
Costituzionali, anche a costo di costruirsi poca simpatia ed a volte
astiosa ostilita'. L'intelligenza, fosse pure di pochi, va infatti
aiutata e confortata con stimoli molto forti, tanto piu' quando la
volonta' di prevaricazione di ambienti istituzionali appaia determinata
ad andare oltre la Legge e contro i Principi Costituzionali di garanzie
minimali per i Cittadini.

Dobbiamo essere coscienti infine che questa
vittoria si lega ad un rapporto sinergico molto efficace tra il
"braccio armato" degli operatori del diritto (i legali Casella e
Novani) e la pressione politica e sociale determinata dalla concreta
solidarieta' mostrata a Salah ed alla sua vicenda umana e familiare.

Siamo certi infatti, pur non avendone al momento documentabile
riscontro, che gli ambienti ed i funzionari della Questura,
nell'argomentare il proprio parere favorevole al Prefetto sull'istanza
di revoca, parere che viene richiamato "integralmente" dall'incipit
dello stesso decreto di revoca, abbiano anche potuto, voluto e saputo
valutare (in prospettiva della scadenza fra due anni del permesso
ottenuto si' dalla famiglia Chfouka; ma in forza della sola sentenza
del Tribunale dei Minori la quale alla scadenza naturale non sarebbe
stata automaticamente trasformabile in permesso di lavoro o di
soggiorno, diversamente motivati) il possibile riattivarsi di forme di
contestazione politica e di solidarieta' civile e sociale che al potere
appaiono sempre e comunque fastidiose, perche' estranee alla ordinaria
cultura di rapportarsi "istituzionalmente" con i soli operatori
deputati e legittimati quasi in eslusiva (in tale criterio) a
rappresentare le istanze dei Cittadini.

Dunque oggi piu' che mai siamo
chiamati ad eleborare progetti di solidarieta' che sappiano
consapevolmente adottare strumenti efficaci e costantemente verificati
di strategia legale ed elaborare forme efficaci di vertenze sociali sui
problemi che, come dichiariamo, ci stanno a cuore per l'umanita' che vi
e' coinvolta e per la prospettiva di civilta' democratica che la loro
soluzione esigerebbe.

Ancor piu' oggi, quando una esperienza
governativa di sinistra si e' conclusa per contraddizioni insanabili in
se stessa che ne hanno costantemente limitato l'esercizio di una
politica di progresso e di democrazia sostanziale, e si riaffaccia
dunque lo spettro di un Governo delle destre ancor piu' autoritarie e
forse vendicative (dalle vertenze su Genova al controllo sociale per la
costantemente richiamata "Sicurezza dei Cittadini") dei pur piccoli
spazi di democrazia riconquistati in questi due ultimi anni.

Grazie a
tutti per la costante vicinanza a Salah ed alla sua vicenda umana e
familiare.

A.I.M.A.C.

Prot. n. 2429/08/Area IV/Imm.
 
IL PREFETTO della PROVINCIA di LUCCA
 
 
LETTA           l’istanza di revoca del decreto di espulsione del Prefetto di Lucca
del 21-5-2004, pervenuta in data 19-11-2007, presentata dal Sig. SALAH CHFOUKA,
nato in Marocco il 28-3-1954, rappresentato dagli avv.ti Casella e Novani,
del Foro di Lucca;
 
TENUTO CONTO   del parere favorevole espresso dalla Questura di Lucca
con nota n. cat.A. 12/Imm./2007 del 29-12-2007, le cui argomentazioni
si richiamano integralmente;
 
RITENUTO   pertanto di dover revocare il decreto di espulsione;
 
VISTO           
IL D.Lg.vo 586/98 e s.m.i., il D.P.R. 394/99 e s.m.i. e ò’art. 21 quinquies
della L. 241/90 e s.m.i.;
 
D E C R E T A
 
 
il decreto di espulsione, datato 21-5-2004,
emesso nei confronti del sig. SALAH CHFOUKA,
nato in Marocco il 28-3-1954,
e’ revocato per i motivi indicati in premessa.
 
La Questura di Lucca e’ incaricata della notifica
e della esecuzione del presente provvedimento.
 
Lucca, 23 Gennaio 2008
 
 
 
 
                                                                                             
p. IL PREFETTO
                                                                                 
IL VICE PREFETTO  AGG.TO
                                                                                                         
(Reale)


postato da: laura56 alle ore 16:59 | Link | commenti
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