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giovedì, 15 maggio 2008
La donna ha chiamato la polizia da un bar vicino.Roma, romena aggredita e violentata nel call center. tgcom. Ansa

 

 

Roma. Una giovane romena,dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo lo stupro la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la Polizia.

Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore per A.A., italiano di 39anni, convivente della responsabile del call center.

 
postato da: laura56 alle ore 16:32 | Link | commenti
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domenica, 04 maggio 2008
postato da: laura56 alle ore 13:03 | Link | commenti
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martedì, 19 febbraio 2008

Da il tirreno.it


Il progetto moschea diventa realtà sarà un centro di preghiera e cultura










  SANTA CROCE. «Non è il luogo che conta, ma le persone. Il luogo di culto islamico a Santa Croce è un segnale forte per la comunità, per cultura di pace, convivenza e tolleranza. Tutto il contrario delle speculazioni ideologiche di quei mass media che ci vedono come portatori di pericolo», ha detto Salah Chfouka, fondatore dell’associazione Italia Marocco per l’amicizia e la cooperazione (Aimac), attiva da anni nella promozione di un messaggio di incontro tra le culture.  Chfouka ha preso la parola per primo, ieri mattina, all’inaugurazione dell’Istituto culturale islamico toscano. A un certo punto si è interrotto per l’emozione; poi ha ripetuto in lingua araba il discorso appena pronunciato in italiano.   Benvenuti. Dopo il messaggio di benvenuto all’Istituto islamico, il sindaco Osvaldo Ciaponi ne ha ripercorso la storia da quando il luogo di preghiera «si trovava presso gli ex macelli, poi al piano terra di un condominio. Mentre ora è un edificio importante per Valdarno, Valdelsa e Valdera, fino alla Lucchesia». Il sindaco ha aggiunto che «in zona è numerosa, da decenni, la presenza di questa comunità che si è integrata con il lavoro e ha contribuito alla crescita reciproca e feconda». Ciaponi ha ribadito: «Non è vero che il cittadino straniero costituisce un pericolo. Possono esserci stati momenti non piacevoli, ma restano fatti isolati». Infine ha proseguito, rivolgendosi ai cittadini di religione islamica: «Mi sono complimentato con l’imam, che rappresenta la comunità islamica, perché avete fatto quasi tutto da voi. E lui mi ha corretto che avete fatto non quasi, ma tutto, con le vostre offerte, il lavoro, la disponibilità. Quanto al Comune, il nostro come altri (erano presenti il sindaco Umberto Marvogli di Castelfranco, e l’assessore Giuseppe Vegni di San Miniato, ndr) ha un’attenzione costante anche alla scuola, affinché i vostri ragazzi che crescono qui o vi sono nati conoscano anche lingua e cultura del loro paese di origine».   Partecipazione. L’imam Hassan Bendaoud (Abuzakaria), dopo un saluto ha ringraziato i presenti per «partecipare alla nostra felicità. È un giorno che abbiamo atteso a lungo».   Visita guidata. Gli uomini possono pregare al piano terra e al piano superiore. Le donne al piano terra, nel locale a loro riservato. Da oggi un custode fisso, assunto regolarmente dall’Istituto islamico, la terrà aperta. Le ore delle cinque preghiere durante le 24 ore variano con le stagioni; ad oggi la prima è al tramonto, alle 5,45 di mattina; l’altra verso le 12,30; poi alle 15,20, la quarta verso le 17,45 e l’ultima alle 19,20. A settembre, con il Ramadan (mese sacro in cui è più sentita la vicinanza al Creatore), l’Istituto sarà molto frequentato. Luciano Gianfranceschi

postato da: laura56 alle ore 10:43 | Link | commenti
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martedì, 19 febbraio 2008

Dal tirreno.it









MARTEDÌ, 19 FEBBRAIO 2008














































 
Pagina 4 - Lucca
 
Permesso di soggiorno a Chfouka
 
Finita l’odissea del marocchino espulso per un presunto ritardo
 
 
 
Ringrazio chi mi ha aiutato, ma dobbiano continuare a segnalare qualsiasi sopruso sugli immigrati
 
 


 LUCCA. Salah Chfouka, il professore marocchino espulso dalla questura di Lucca il 21 maggio del 2004, potrà ottenere un nuovo permesso di soggiorno. Il prefetto Carmelo Aronica ha revocato nei giorni scorsi il decreto di espulsione dopo l’istanza presentata dai legali del docente, Sergio Novani e Mauro Casella, sulla quale anche la questura, cambiando orientamento rispetto agli anni passati, ha espresso parere favorevole. Si chiude così una vicenda lunga quasi quattro anni che ha riguardato Chfouka e la sua famiglia. La notizia è stata resa nota ieri nel corso di una conferenza stampa alla Cgil a cui hanno preso parte lo stesso Chfouka, l’avvocato Novani, Virginio Bertini della Cgil e Mario Ciancarella dell’Aimac (associazione Italia Marocco).

 Intorno a Chfouka, espulso per un presunto ritardo nella richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, si formò un movimento di solidarietà che chiese con forza l’annullamento del provvedimento. Oggetto della contesa la data di richiesta di rinnovo: fuori dal limite di 60 giorni fissato dalla legge secondo la questura, in tempo utile a parere di Chfouka e del movimento di solidarietà. L’unica prova esistente, un fogliettino di prenotazione rilasciato al professore marocchino col timbro della questura, rappresentava, secondo la procura di Lucca che vide confermata la sua sentenza anche in Cassazione, la prova tangibile del mancato rispetto dei termini. La questione parve risolta nel settembre del 2004 quando il Tribunale per i minori dichiarò regolare, fino al compimento della maggiore età, Chfouka e la moglie in virtù della presenza nel nucleo familiare della figlia allora minorenne. Due anni dopo un’altra doccia fredda. L’altra figlia maggiorenne, Ymane, si vide notificare la sospensione dall’università di Pisa in quanto dichiarata “clandestina”. Era rimasta esclusa dalla prima sentenza, ma, in attesa del permesso di soggiorno, aveva potuto iscriversi regolarmente alla facoltà di Economia e commercio. Poi il dietrofront richiesto all’ateneo pisano dalla questura stessa. Una notizia salita alla ribalta dei media nazionali che provocò una forte mobilitazione, con uno sciopero della fame lungo più di due settimane dei familiari e di tanti altri cittadini. Il 16 ottobre 2006 il Tribunale dei minori di Firenze accolse le istanze presentate dall’avvocato Casella e dalla Rete Accoglienza Migranti ed emanò una sentenza in base alla quale si autorizzava per tutto il nucleo familiare la permanenza in Italia fino al compimento del ventunesimo anno della figlia più piccola. Una sicurezza fino al 2009 per la famiglia Chfouka, ma rimaneva sempre da sciogliere il nodo dell’espulsione mai revocata. Poi l’azione dei legali e ora la revoca. «Facilitata - ha spiegato l’avvocato Novani - da alcune novità legislative. La prima, in attuazione di una normativa comunitaria ha imposto la valutazione del grado di integrazione del soggetto nella società, ma erano presenti anche altri vizi formali e anomalie che secondo noi portavano all’inesistenza del procedimento». «È un fatto positivo - ha commentato Bertini - per cui ci siamo battuti con tutti i mezzi democratici, sia sul piano sociale che giuridico, anche contro il parere dei massimi vertici istituzionali nazionali. È un segnale positivo per tutti perché può rappresentare una svolta nelle interpretazioni della legislazione più aperta e meno burocratica e autoreferenziale». Soddisfazione da parte della famiglia Chfouka. «Ringrazio tutti - ha detto Salah -, ma dobbiamo tenere gli occhi aperti e continueremo a segnalare, come sta ancora accadendo, qualsiasi abuso e sopruso verso di me e verso tutti gli immigrati». Un plauso alle nuovi posizioni della questura è giunto dall’Aimac. «È la dimostrazione - ha detto Ciancarella - che esistono funzionari scrupolosi».

G.S.







postato da: laura56 alle ore 10:38 | Link | commenti
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mercoledì, 06 febbraio 2008

Da Ritaatria.it


05/02/2008 - Appello di Alex Zanotelli al popolo Campano: IL RITORNO DEI CIP6: POLITICA DA INQUINAMENTO



 
Appello al popolo campano

 

IL RITORNO DEI CIP6: POLITICA DA INQUINAMENTO

 

 

L’ex presidente del Consiglio Prodi ha firmato il decreto per sbloccare i contributi alla costruzione degli inceneritori. Avevamo tanto lottato durante il lungo dibattito parlamentare sulla Finanziaria di quest’anno contro questi contributi, i cosiddetti Cip6, ed avevamo ottenuto che non fossero più dati ai nuovi inceneritori. I Cip6 sono i contributi che i cittadini italiani pagano per le energie rinnovabili (l’anno scorso lo Stato ha avuto circa 3 miliardi di euro da questi proventi). Purtroppo, per un’errata interpretazione della direttiva europea, questi soldi sono stati usati anche per gli inceneritori, perché, bruciando i rifiuti, producono energia che è “assimilata” alle energie rinnovabili.

L’intervento di Prodi è stato finalizzato a riaprire il bando di gara e così terminare i lavori dell’inceneritore di Acerra (in costruzione dal 2000!). Infatti il bando di gara, indetto dall’allora commissario straordinario Pansa, che scadeva il 31 dicembre, è andato deserto per il ritiro delle uniche due ditte che si erano presentate: la A2A (la potente municipalizzata di Brescia e Milano) e la Veolia (ex-Vivendi), la più potente multinazionale dell’acqua al mondo che gestisce anche i rifiuti (seconda al mondo in questo settore). La ragione data per il ritiro del bando dalla gara era che non c’erano più i contributi governativi, i Cip6. Così si capisce perché gli industriali vogliono gli inceneritori. Ci guadagnano infatti 55 euro per ogni tonnellata che bruciano. Peccato che non ci dicono che il 30% dei rifiuti bruciati rimane come residuo tossico che dovrebbe essere sepolto in Germania nella cave di salgemma.

La decisione di Prodi di dare i contributi Cip6 ai tre inceneritori della Campania (Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno) e in particolare all’inceneritore di Acerra, costruito nel territorio più inquinato d’Europa, apre la porta per il ritorno in gara di A2A e di Veolia. Cade così la foglia di fico che copre tanta propaganda industriale a favore degli inceneritori. La verità è che gli industriali vogliono gli inceneritori solo se ci sono i soldi del Cip6. E’ un altro enorme business anche quello degli inceneritori.

Tutta questa vicenda rivela ancora una volta che coloro che governano non sono più i politici, ma i potentati economico-finanziari. I nostri politici, se vogliono governare, devono obbedire.

Rimaniamo esterrefatti davanti a tale comportamento del decaduto governo Prodi e ci poniamo tutta una serie di domande.

Come può un governo che sta per cadere o è caduto modificare le decisioni parlamentari contenute nella Finanziaria?

Perché aprire la strada a una multinazionale come la Veolia, che ha avuto la scorsa settimana 6 dirigenti che lavorano per Acqualatina (49% della Veolia) arrestati a Latina?

Perché aprire la porta a Veolia che dopo i rifiuti si prenderà anche l’acqua di Napoli e della Campania?

Perché il governo trova soldi per la Veolia e non per la raccolta differenziata casa per casa?

Perché Prodi non ha commissariato tutti quei comuni che non hanno raggiunto il 35% di raccolta differenziata come previsto dalla finanziaria di quest’anno?

Ha ragione l’economista ambientale Guido Viale quando afferma: “L’inceneritore è tossico, soprattutto perché inquina il cervello di molti amministratori locali e governanti nazionali che aspettano da quella macchina - e non dalla riorganizzazione dei ciclo dei rifiuti attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini - una miracolosa soluzione del problema”.

 

Alex Zanotelli

 
postato da: laura56 alle ore 06:40 | Link | commenti
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domenica, 27 gennaio 2008

Vicenda Salah Chfouka




Annunciamo un GRANDE RISULTATO, non solo per Salah ed i suoi familiari, 
ma per tutti coloro che hanno a cuore il riconoscimento dei diritti
fondamentali degli Immigrati, come di ogni Persona Umana, e la
soluzione nel quadro del diritto positivo, e non della sola
"benevolenza" di qualche funzionario, delle controversie che essi siano
costretti a sostenere per interpretazioni forzose e spesso arbitrarie
delle normative vigenti, eche abbiano potuto travalicare anche i
contenuti di Leggi pur estrememente penalizzanti come la Legge Bossi
Fini.

IL DECRETO DI ESPULSIONE DEL 2004 CONTRO SALAH CHFOUKA E' STATO
INFATTI REVOCATO COME DA DECRETO DI REVOCA DEL PREFETTO NOTIFICATO A
SALAH TRAMITE I SUOI LEGALI, E QUI RIPORTATO IN ALLEGATO.

E' una
vittoria certamente della tenacia testarda dei Legali Casella e Novani
e della loro convinzione che e' nella Civilta' del Diritto
costituzionale che vadano ricercate argomentazioni e motivazioni per
rivendicare e vedere riconosciuti i diritti che si vogliono affermare e
rivendicare.

Oggi infatti tutto quello che veniva ripetutamente
dichiarato - dalla locale Prefettura, dalla Questura, e dagli stessi
Uffici del Ministero, presso cui si reco' una delegazione significativa
della solidarieta' organizzata attorno alla vicenda di Salah (e
velatamente e forse inconfessabilmente ritenuto anche da alcuni che
avrebbero dovuto rivendicare il diritto violato, impugnando
correttamente le determinazioni penalizzanti) - circa la
improponibilita' di una richiesta di revoca dell'originario decreto
espulsivo, stante anche sentenze ormai passate in giudicato che ne
confortavano l'orientamento (sentenze determinate forse, va detto - e
nessuno ce ne voglia per questa affermazione -, anche da impianti e
tesi difensive rivelatisi quantomeno insufficentemente motivati), E'
DECADUTO TOTALMENTE, a fronte delle argomentazioni della "istanza di
revoca, presentata (...) dagli avv.ti Casella e Novani", come recita
l'incipit del nuovo decreto del Prefetto, di revoca della precedente
determinazione espulsiva.

Ricordiamo che nulla e' intervenuto di
nuovo, a livello legislativo e ordinamentale, a mutare il quadro
normativo cui riferire per valutare la condizione di Salah e le sue
rivendicazioni sostenute dai legali. Cosi' come la istanza di revoca
nulla contiene che non riferisca alla condizioni inziali della vicenda.

Questa soluzione e' tale da farci sentire ancora piu' forte il
rammarico per aver visto condannare anche in appello, in questi stessi
giorni, i Rom coinvolti nella allucinante esperienza accaduta a Lucca
della "visita" di operatori delle Forze dell'Ordine nel campo di sosta
nomadi del Cimitero. Forse, e noi vogliamo dircene certi - anche a
costo di dispiacere qualcuno; ma avendo piena conoscenza delle reali
condizioni in cui si svolse quella vicenda - una linea difensiva piu'
determinata e meno preoccupata di conservare "rapporti di simpatia" con
ambienti della Questura, avrebbe potuto determinare esiti assolutamente
diversi.

D'altra parte in un Paese dove si rivendica ad ogni pie'
sospinto il diritto alla libera espressione della critica sara' ben
consentito a chiunque di esprimere riserve sui concreti comportamenti
di qualche legale (anche "nostro"), laddove poi gli esiti del loro
patrocinio siano cosi' spesso negativi per i loro assistiti e quasi
sempre nei casi in cui le cause non apparissero "facili" fin
dall'inizio o tali da non dover costituire motivo e condizioni di
aperto conflitto con le Istituzioni dell'Ordine Pubblico.

Ma l'esito
di questa vicenda di Salah - un esito ancora incompleto, perche' non ci
dice quali prospettive saranno ora assunte per la regolarizzazione del
permesso di soggiorno suo e dei suoi familiari (che a nostro parere,
stante il dispositivo della revoca, potrebbero ricondursi alla
condizione originaria del 2004, con rinnovo automatico del permesso e
con riconoscimento ai suoi familiari del permesso per ricongiungimento
familiare richiesto da Salah e regolarmente accettato a suo tempo dalla
Questura) ci dice che e' stata anche una vittoria del buon senso e
della disponibilita' istituzionale a valutare con intelligenza
sostanziose argomentazioni di Diritto e di fatto.

Spesso noi, che
invochiamo democrazia e rivendichiamo Diritti, rischiamo di lasciare
soli i funzionari delle Istituzioni, costretti tra Potere e Diritti dei
Cittadini, e certamente non aiutiamo la evoluzione della civilta'
istituzionale verso traguardi di democrazia sostanziale sempre piu'
profondi, quando ci accostiamo alle Istituzioni con atteggiamento di
sudditanza e di malcelata cointeressenza a carpire la sua benevolenza,
piuttosto che pungolarle verso il pieno riconoscimento dei Diritti
Costituzionali, anche a costo di costruirsi poca simpatia ed a volte
astiosa ostilita'. L'intelligenza, fosse pure di pochi, va infatti
aiutata e confortata con stimoli molto forti, tanto piu' quando la
volonta' di prevaricazione di ambienti istituzionali appaia determinata
ad andare oltre la Legge e contro i Principi Costituzionali di garanzie
minimali per i Cittadini.

Dobbiamo essere coscienti infine che questa
vittoria si lega ad un rapporto sinergico molto efficace tra il
"braccio armato" degli operatori del diritto (i legali Casella e
Novani) e la pressione politica e sociale determinata dalla concreta
solidarieta' mostrata a Salah ed alla sua vicenda umana e familiare.

Siamo certi infatti, pur non avendone al momento documentabile
riscontro, che gli ambienti ed i funzionari della Questura,
nell'argomentare il proprio parere favorevole al Prefetto sull'istanza
di revoca, parere che viene richiamato "integralmente" dall'incipit
dello stesso decreto di revoca, abbiano anche potuto, voluto e saputo
valutare (in prospettiva della scadenza fra due anni del permesso
ottenuto si' dalla famiglia Chfouka; ma in forza della sola sentenza
del Tribunale dei Minori la quale alla scadenza naturale non sarebbe
stata automaticamente trasformabile in permesso di lavoro o di
soggiorno, diversamente motivati) il possibile riattivarsi di forme di
contestazione politica e di solidarieta' civile e sociale che al potere
appaiono sempre e comunque fastidiose, perche' estranee alla ordinaria
cultura di rapportarsi "istituzionalmente" con i soli operatori
deputati e legittimati quasi in eslusiva (in tale criterio) a
rappresentare le istanze dei Cittadini.

Dunque oggi piu' che mai siamo
chiamati ad eleborare progetti di solidarieta' che sappiano
consapevolmente adottare strumenti efficaci e costantemente verificati
di strategia legale ed elaborare forme efficaci di vertenze sociali sui
problemi che, come dichiariamo, ci stanno a cuore per l'umanita' che vi
e' coinvolta e per la prospettiva di civilta' democratica che la loro
soluzione esigerebbe.

Ancor piu' oggi, quando una esperienza
governativa di sinistra si e' conclusa per contraddizioni insanabili in
se stessa che ne hanno costantemente limitato l'esercizio di una
politica di progresso e di democrazia sostanziale, e si riaffaccia
dunque lo spettro di un Governo delle destre ancor piu' autoritarie e
forse vendicative (dalle vertenze su Genova al controllo sociale per la
costantemente richiamata "Sicurezza dei Cittadini") dei pur piccoli
spazi di democrazia riconquistati in questi due ultimi anni.

Grazie a
tutti per la costante vicinanza a Salah ed alla sua vicenda umana e
familiare.

A.I.M.A.C.

Prot. n. 2429/08/Area IV/Imm.
 
IL PREFETTO della PROVINCIA di LUCCA
 
 
LETTA           l’istanza di revoca del decreto di espulsione del Prefetto di Lucca
del 21-5-2004, pervenuta in data 19-11-2007, presentata dal Sig. SALAH CHFOUKA,
nato in Marocco il 28-3-1954, rappresentato dagli avv.ti Casella e Novani,
del Foro di Lucca;
 
TENUTO CONTO   del parere favorevole espresso dalla Questura di Lucca
con nota n. cat.A. 12/Imm./2007 del 29-12-2007, le cui argomentazioni
si richiamano integralmente;
 
RITENUTO   pertanto di dover revocare il decreto di espulsione;
 
VISTO           
IL D.Lg.vo 586/98 e s.m.i., il D.P.R. 394/99 e s.m.i. e ò’art. 21 quinquies
della L. 241/90 e s.m.i.;
 
D E C R E T A
 
 
il decreto di espulsione, datato 21-5-2004,
emesso nei confronti del sig. SALAH CHFOUKA,
nato in Marocco il 28-3-1954,
e’ revocato per i motivi indicati in premessa.
 
La Questura di Lucca e’ incaricata della notifica
e della esecuzione del presente provvedimento.
 
Lucca, 23 Gennaio 2008
 
 
 
 
                                                                                             
p. IL PREFETTO
                                                                                 
IL VICE PREFETTO  AGG.TO
                                                                                                         
(Reale)


postato da: laura56 alle ore 16:59 | Link | commenti
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mercoledì, 05 dicembre 2007

Articolo immigrazione comune altopascioDal Tirreno.it Articolo sulla protesta della Cgil Lucca per le politiche sull'immigrazione del Comune di Altopascio. Laura picchi

postato da: laura56 alle ore 10:25 | Link | commenti
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mercoledì, 25 luglio 2007



EMPOLI: ESTATE AL PARCO MARIAMBINI CON L'ASSOCIAZIONE MANI TESE FIRENZE

Campo di lavoro e studio “Turisti e vagabondi” a Empoli dal 22 al 31 luglio


Tre serate nel parco Mariambini in via Bisarnella con l’associazione Mani Tese Firenze, che anche quest’anno ha scelto la nostra città per il campo di lavoro e studio “Turisti e vagabondi” dal 22 al 31 luglio. Un campo estivo di volontariato con ragazzi provenienti da tutta Italia per svolgere attività di sensibilizzazione alle tematiche della sobrietà, sostenibilità ambientale, della cittadinanza attiva.

Tre incontri pubblici sul tema delle migrazioni nell’ambito di Estate al parco Mariambini. Il primo appuntamento è domani, martedì 24 luglio 2007, Gli squilibri nord/sud. Interverranno l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Empoli, Maurizio Cei; Mattia Vitiello, ricercatore dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr; Roberto Sensi di Mani Tese sulla campagna per la riforma della Banca Mondiale; Ester Olivieri e Andrea Branca sul progetto di Mani Tese denominato ‘Shanti’.

Giovedì 26 luglio 2007 la prospettiva di chi accoglie con Luigi Muggini dell’associazione progetto Arcobaleno; l’onorevole Mercedes Frias come associazione Nosotras; Henda Labidi. Coordinatrice dell’ufficio accordo di programma e Mario Ciancarella dell’associazione Aimac, associazione Italia Marocco per l’amicizia e la cooperazione. Durante la serata sarà proiettato il dvd ‘Io sono Salah’ con l’intervista a Salah Chfouka.

Venerdì 27 luglio 2007 La prospettiva di chi arriva con l’assessore ai diritti di cittadinanza del Comune di Empoli, Francesca Fondelli, Giuseppe Faso, direttore scientifico del Centro Interculturale Empolese Valdelsa; Jamila Cheqroune, mediatrice linguistico culturale; Edlira Kaza, mediatrice linguistico culturale; Consulta degli stranieri di Empoli che presenteranno un libro e distribuiranno materiale sull’immigrazione.

Il campo dell’associazione Mani Tese sarà presente in piazza della Vittoria con il mercatino dell’usato, tutti i giorni dalle 9 alle 24. Durante il campo i partecipanti saranno in giro per la città a raccogliere oggetti in buono stato e funzionanti che non usiamo più, come vestiti, scarpe, borse, libri, giocattoli, mobili, elettrodomestici e altro.

La raccolta sarà effettuata nel pomeriggio di mercoledì 25, giovedì 26 e venerdì 27 luglio 2007. Le cose che non servono più possono essere lasciate fuori dal portone; oppure, si può portare ciò che non serve più direttamente in piazza della Vittoria. Se il materiale è troppo ingombrante, è possibile chiamare al 333 5047076 e fissare un altro giorno per la raccolta.

Tutto il ricavato del campo andrà a finanziare il progetto “Mojoca”, Movimento Jòvenes de la Calle: un progetto di educazione e formazione per i giovani di strada nella città del Guatemala.

Per limitare le spese del campo e non incidere sui fondi da destinare al progetto, l’associazione accetta di buon grado contributi alimentari di qualsiasi genere per il vitto dei campisti.

postato da: laura56 alle ore 10:51 | Link | commenti (1)
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domenica, 10 giugno 2007
Progetto Scuola Serale Migranti

(edizione sperimentale, giugno-luglio 2007)

 

La Scuola Serale Migranti mira anzitutto a fornire ai partecipanti nuove conoscenze in merito ai propri diritti di cittadini e lavoratori e a dotarli di nuovi strumenti per la comprensione della società italiana.

La condizione degli ospiti del Centro di accoglienza, che in molti casi – a causa delle loro peculiari vicende personali – incontrano difficoltà aggiuntive nel maturare capacità di inserimento, di partecipazione e di rivendicazione di diritti, rende particolarmente evidente ed urgente l’esigenza di intervenire in questa direzione, approntando un adeguato programma formativo di base.

 

Le attività della Scuola saranno dunque ispirate dalla volontà di consolidare la capacità del migrante di affrontare le numerose difficoltà proprie della fase di inserimento e di integrazione nella società italiana, che spesso rendono ardua l’acquisizione di una piena cittadinanza, fornendogli – attraverso l’impiego di metodologie didattiche snelle, efficaci e coinvolgenti – nozioni e capacità interpretative immediatamente utilizzabili nel concreto dispiegarsi delle attività quotidiane in un contesto come quello di Pisa e della sua provincia.

 

Gli argomenti delle "lezioni" (svolte preferibilmente con modalità non tradizionali, come conferenze di esperti, proiezioni, laboratori, simulazioni, spettacoli sul tema ecc.) saranno categoricamente scelti in base alle esigenze (anche le più concrete e quotidiane) e alle preferenze dei migranti stessi. A tal fine saranno presi in particolare considerazione i questionari mirati compilati dagli ospiti del centro nell’aprile 2007, di cui si allega una copia.

 

Le “lezioni”

Per la prima edizione-pilota le “lezioni” saranno cinque, di circa due ore ciascuna (ore 17.30-19):

 

Sabato 9 giugno 2007: “Lezione” di carattere giuridico sulle più recenti evoluzioni della normativa italiana e comunitaria: a) La legislazione italiana “in movimento”: il nuovo progetto Amato- Ferrero; b) Il nuovo ricongiungimento familiare e il permesso di lungo soggiornante: brevi cenni e uffici di riferimento.Relatore: Massimiliano Vrenna (Università di Pisa).

 

Sabato 23 giugno 2007: “Lezione” sui diritti sociali, di cittadinanza e più in generale sui diritti dei lavoratori che stimoli una maggiore consapevolezza di diritti, garanzie e tutele previsti dalla legge italiana e indichi gli strumenti e le modalità più utili a farli valere. Con grande semplicità verranno illustrate tutte le legittime prerogative esercitabili dal lavoratore, dalla richiesta di un salario equo, a quella di un orario di lavoro adeguato in condizioni di sicurezza, ai diritti alle ferie e alla malattia, fino alle nozioni di base sul sistema pensionistico italiano. Non mancheranno informazioni di base sul diritto costituzionale di aderire ad organizzazioni sindacali generali e di categoria, illustrando i peculiari compiti e i servizi erogati da esse.

Relatore: Giovanni Rizzuto (ANOLF-CISL).

 

Sabato 7 luglio 2007: “Lezione” di carattere “geopolitico” sui flussi migratori: cause e dinamiche dello sfruttamento. L’obiettivo di questo modulo formativo è di fornire ai partecipanti una maggiore consapevolezza dei fenomeni generali in cui individualmente possono essere inserite le vicende personali dei migranti. Si ricostruiranno i meccanismi che a livello internazionale regolano i flussi migratori illegali, individuandone le cause politiche ed economiche. In particolare l’attenzione si concentrerà sul caso europeo, e sul fenomeno della “tratta dei migranti” dall’Africa e dai Balcani verso la penisola italiana.

Relatori: Alessandro Volpi (Università di Pisa) e Alessandro Dal Lago (Università di Genova).

 

Sabato 14 luglio 2007: “Lezione” sui servizi sanitari sul territorio e sui diritti in materia igienico-sanitaria dei migranti. Si ricostruirà con semplicità la struttura sanitaria in Toscana, fornendo le più utili informazioni sulle modalità per usufruire di prestazioni sanitarie. Particolare attenzione verrà attribuita anche all’assistenza sanitaria garantita anche ai migranti senza permesso di soggiorno (STP). Infine, si illustreranno le patologie e le malattie maggiormente diffuse all’interno della comunità migrante, fornendo chiari elementi per farvi fronte, sia individualmente che tramite il ricorso alle apposite strutture di assistenza.

Relatrici: dott.ssa Moretti D’Ercole (ASL Pisa) e dott.ssa Romboli (ASL Pisa).

 

Sabato 21 luglio 2007: “Lezione” di carattere sociologico su cultura e società italiana. L’obiettivo di questa attività consiste nel fornire strumenti interpretativi che rendano i partecipanti capaci di riflettere in maniera non convenzionale sul alcuni tratti essenziali del contesto socio-culturale in cui sono catapultati attraverso le dinamiche migratorie. Il modulo formativo si svilupperà a tal fine attraverso il confronto tra aspetti significativi delle “società tradizionali” e delle “società moderne”, come il ruolo della famiglia, la posizione della donna, le fenomenologie dei processi di individualizzazione che investono i paesi ad economia avanzata. Fino a prendere in considerazione le più recenti trasformazioni della società italiana, alla prova delle sfide della cosiddetta “post-modernità” e della multiculturalità. Relatore: Luigi Brogi (Università di Pisa).

 

I workshops

Alle “lezioni” verranno abbinati due workshops di due ore circa ciascuno con coinvolgimento diretto degli allievi aventi la funzione di facilitare l’assimilazione e la rielaborazione dei contenuti delle “lezioni” stesse. L’attività di workshop sarà finalizzata alla realizzazione di “guide della scuola migrante” in italiano e/o lingue straniere contenenti informazioni pratiche diffuse nelle “lezioni”, alla elaborazione di materiale video, alla realizzazione di progetti di intervento sociale, etc.

Workshop “lezioni” 1-2: sabato 30 giugno 2007 ore 17; workshop “lezioni” 3-5: 28 luglio 2007.

 

La Scuola migrante sul web: impiego di tecnologie digitali e utilizzo della rete internet

Acquisterà una particolare rilevanza l’attività di ripresa video, in collaborazione con alcuni siti specializzati in questioni migratorie: tutti i materiali elaborati o riguardanti le attività della Scuola verranno riversati, senza costi aggiuntivi, su portali video, trasformandosi così anche in un utile strumento di supporto per analoghi progetti di formazione e sensibilizzazione dei cittadini migranti in altre località italiane.

 

Il tutor

Un tutor, individuato tra gli operatori della Cooperativa «Il Cerchio», curerà lo svolgimento degli workshops e gestirà l’attività di coordinamento amministrativo e operativo, nonché quella di elaborazione del materiale prodotto nel corso delle attività.

 

I partners del progetto

Il progetto è frutto della collaborazione tra la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa, le cooperative «Il Cerchio» e «Il Progetto», la Società della Salute – Zona pisana.

 

All’Università di Pisa e alle cooperative «Il Cerchio» e «Il Progetto» spetterà la concreta realizzazione delle attività della Scuola migrante:

 

- L’ateneo pisano fornirà le competenze scientifiche più aggiornate per definire i modelli didattico-formativi, l’individuazione delle tematiche e dei docenti, svolgendo una funzione di generale supervisione sulla concreta realizzazione del corso. Esperti della facoltà di Scienze politiche forniranno supporto e assistenza anche alle attività di workshop, in particolare per gli aspetti relativi all’impiego di tecnologie audio-video e al trasferimento di materiali sul web. I ricercatori dell’ateneo ne analizzeranno infine i risultati, impegnandosi in particolare a svolgere un’opera di diffusione e di discussione con la comunità scientifica delle esperienze maturate nella prima edizione della Scuola migrante.

 

- Le cooperative svolgeranno tramite il proprio personale specializzato un’accurata azione di tutorship nei confronti dei partecipanti, seguendoli quotidianamente prima e dopo i momenti formativi e garantendo in tal modo il più efficace apprendimento delle nozioni diffuse nel corso delle “lezioni”. In questa prima edizione sperimentale della Scuola serale migranti verranno pure allestiti dagli operatori almeno due workshops – con l’impiego di tecnologie audio e video – di particolare utilità per l’apprendimento e la rielaborazione di quanto emerso nelle “lezioni”. Le cooperative, con la supervisione dell’Università di Pisa, cureranno infine la redazione di supporti informativi cartacei (“guide”) che conterranno concrete informazioni da impiegare utilmente nella vita quotidiana e sul posto di lavoro.

 

Modalità di partecipazione e conseguimento attestati di frequenza

I partecipanti alle attività della Scuola serale migranti saranno 25 circa: gli ospiti del Centro di accoglienza (10/15) e altri migranti interessati (5/10).

 

Le attività si terranno presso il Centro di accoglienza di via Garibaldi nelle ore tardo-pomeridiane del sabato per meglio incontrare le esigenze degli ospiti del Centro e saranno aperte al pubblico.

 

Al termine del ciclo di “lezioni”, a frequenza obbligatoria (almeno il 75% degli appuntamenti), ai partecipanti (circa 25 persone) verrà rilasciato un certificato di frequenza e partecipazione.

 

A ottobre è prevista una giornata conclusiva aperta al pubblico, in occasione della consegna degli attestati di frequenza ai partecipanti, nella quale i partners del progetto discuteranno e valuteranno l’esperienza.

 

La Scuola serale migranti come modello riproducibile

Il progetto didattico-formativo fin qui sinteticamente delineato costituisce un modello facilmente riproducibile in analoghe situazioni sul territorio nazionale. In particolare l’impiego delle tecnologie digitali e della rete internet, dove confluiranno i materiali (testi e audio/video) elaborati dai partecipanti nel corso delle attività, rende l’esperienza della Scuola serale migranti un’opportunità per enti ed organismi impegnati nell’articolazione di politiche sempre più efficaci in materia di migrazioni.

 

 
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mercoledì, 30 maggio 2007

Dal tirreno.it


Un successo gli incontri sull’Islam










 FUCECCHIO. Si è conclusa con grande successo “L’Islam in casa”, la rassegna di incontri dedicati al mondo musulmano e organizzati dal Movimento Shalom. «Siamo orgogliosi di dirci italiani d’adozione - ha detto Salah Chfouka, docente di lingua e cultura araba che ha condotto i 3 incontri -. Abbiamo voluto presentare l’Islam in tutti i suoi aspetti per avvicinare e integrare le persone con la nostra cultura. In questo mosaico culturale, cristiani, musulmani e ebrei hanno un solo Dio e le civiltà hanno un unico linguaggio universale: quello di incontrarsi».  Quelle di Fucecchio sono state tre serate per conoscere l’Islam in tutte le sue sfaccettature: dalla storia, la cultura e la famiglia fino alla convivenza e integrazione tra comunità islamiche. Con una curiosa e originale parentesi, l’ultima serata, dedicata alla musica. A condurla, tra versi del Corano e aneddoti di tradizione islamica, Peter Hassan Dyck, celebre musicista e poeta della corrente mistica del sufismo, che ha scelto Fucecchio come unica tappa toscana della sua tournee. «L’epoca che stiamo vivendo - spiega Claudio Terreni, dello Shalom - ci impone una convivenza con persone di nazionalità e credi religiosi diversi. Dobbiamo saper accogliere la diversità nel rispetto reciproco, consapevoli che la conoscenza è il primo passo da compiere per superare la paura, la diffidenza e l’odio che possono minare le basi di una civile convivenza tra popoli». Alla rassegna oltre al professor Salah Chfouka hanno partecipato i vari rappresentanti delle comunità islamiche del territorio,tra cui l’imam di Colle Val D’Elsa, Ferass Jabareen, e il vicepresidente delle confederazioni marocchine, Belkacem Yassin. Manuela Maccanti

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